C'era una volta un inverno così freddo e rigido che sembrava non voler abbandonare la terra nemmeno all’arrivo di Aprile.
In una notte gelida, ma limpida e serena, una ragazzina di nome Lara se ne stava nella terrazza di casa sua, incurante del freddo, a guardare le stelle che sembravano più luminose del solito.
Ad un tratto le stelle della costellazione del Cigno le sembrarono più brillanti e vibranti, quasi come se si stessero muovendo. Poi il Cigno iniziò a battere le ali e a volare. Lara sbatté due volte le palpebre incapace di credere ai suoi occhi.
Il cigno compì un’elegante virata, leggiadro come le sue candide piume.
Lara si stropicciò gli occhi e poi li spalancò incredula.
Il cigno si gettò in picchiata proprio verso di lei.
Lara avrebbe voluto fuggire, ma le sue gambe sembravano due tronchi d’albero piantati a terra.
Il Cigno spalancò le ali ed atterrò proprio di fronte a lei, lieve come un’ombra. “Salve!”, le disse. “Tu devi essere Lara.”
“Oh, non meravigliarti se conosco il tuo nome,” proseguì poi, rispondendo alla domanda che Lara non aveva formulato soltanto perché era rimasta senza fiato. “Io so molte cose: ogni notte io scruto la terra e vedo che cosa succede… E ritengo che tu sia la persona più adatta per una cosa molto importante: salvare Easter, la Fata della Primavera, che è tenuta prigioniera dal malvagio Mago dell’Inverno.”
“Ma cosa ti fa pensare che io possa riuscirci?”, disse Lara.
“Perché per riuscire in quest’impresa non sono necessari né la forza, né la magia, né il nobile lignaggio: bastano soltanto spirito d’avventura e intelligenza. Allora, che ne pensi? Sei pronta a venire con me?”

Lara salì in groppa al cigno (che era grande almeno come un pony) e questi si librò nel cielo stellato e insieme sorvolarono campi, boschi, paesi e città, finché la notte non cedette il passo al giorno e raggiunsero la Valle Delle Stagioni e un grande castello.

Il Cigno atterrò lievemente su un ampio terrazzo e Lara poté finalmente scendere ed entrare nel castello.
Dopo aver attraversato tante sale entrò in una stanza dove la attendeva una figura alta, avvolta in un lungo mantello e con una lunga barba bianca. “Ebbene,” disse il Mago con una voce così gelida che faceva venire i brividi di freddo, “abbiamo qui una nuova ospite che vuol tentare di liberare Easter. L’ho imprigionata dentro la mia gemma magica: entraci e vedi di aprire la sua prigione!"
E, a queste parole, la pietra incastonata sulla cima del bastone del Mago divenne più brillante e a pulsare di una strana luce, mentre la sala intorno a Lara iniziò a girare sempre più vorticosamente e lei si sentì risucchiare dentro la gemma.

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